Serie A 2021/22 analisi scudetto: borsino candidate al titolo

Serie A 2021/22 analisi scudetto: borsino candidate al titolo. Più che un’analisi che può tradursi in “profezia” è un semplice sguardo alle rose che potrebbero dire la loro in chiave scudetto nell’anno in cui i valori tecnici sembrano livellati e squadre come Juve e Inter paiono meno “irresistibili” rispetto agli anni passati.

Gli allenatori con il lotto di giocatori più completo sono Spalletti, Pioli e Mourinho. Il Napoli non ha ceduto nessuno dei suoi pezzi pregiati (Koulibaly, Manolas, Ruiz) ma ha confermato in blocco il gruppo che l’anno scorso ha sfiorato il quarto posto con un Osimhen in più. Il nigeriano, assente per quasi tutto il girone d’andata, si è rivelato un ottimo ariete da febbraio in poi e la sua fisicità tornerà molto comoda negli scontri con avversarie piccole o medio-piccole.

Il Milan è forse quello da cui ci si attende il botto definitivo. Ottimo finale di stagione nell’anno della pandemia, campionato più che buono nel 2021, il 2022 dovrebbe portare in dote un successo importante. Innegabile che la società abbia costruito un gruppo valido impreziosito da qualche acquisto mirato come Pellegri, Giroud e Florenzi e dalle conferme di Tomori, Hernandez e Kessie.

I rossoneri probabilmente sono i più completi. Ogni reparto ha tanti, e validi, ricambi e chi non è esploso nei mesi scorsi ha voglia di dimostrare il proprio valore. Il riferimento è a Tonali, Krunic e Bennacer che potrebbero rivelarsi decisivi nel confronto con i centrocampi delle dirette concorrenti farciti di campioni affermati.

La Roma si è messa nelle mani di un top manager assoluto come Mourinho e, di solito, il portoghese non delude. Il mercato dei giallorossi è stato condotto perfettamente e sono arrivate pedine funzionali. Abraham e Vina hanno colmato le lacune lasciate da Dzeko e Spinazzola ma è lo spirito di squadra e uno Zaniolo in più nel motore a diventare elemento chiave per una stagione al top.

Il discorso legato a Juve ed Inter è più particolare. Non che non siano all’altezza delle altre per la lotta al titolo, o che non abbiano guide tecniche adeguate, ma non convince la composizione della rosa e, forse, una sbornia da vittorie che potrebbe risultare pericolosa.

I nerazzurri, che hanno ingaggiato il giovane Inzaghi quale tecnico al posto di Conte, hanno perso Lukaku e Hakimi ossia due dei giocatori più importanti almeno stando all’anno scorso. Il belga è stato rimpiazzato dall’esperto Dzeko (35 anni) mentre il marocchino dall’olandese Dumfries il cui impatto sul campionato italiano è da vedere.

Molti altri big sono rimasti (vedi Skriniar, De Vrji, Barella, Lautaro) ma basteranno a mantenere un trend elevato per tutto l’anno? Handanovic ha una certa età ormai e non garantisce miracoli in serie, Eriksen non sarà disponibile per le note vicende che lo hanno colpito. Sicuri che ci sarà sempre il colpo risolutore come quando c’era Lukaku e la squadra girava attorno a lui?

Passando alla Juventus, la stagione non potrà che passare da due nomi: Allegri e Ronaldo. Il primo dovrà essere bravo ad inventarsi sempre qualcosa di nuovo in assenza del secondo che spesso e volentieri le partite le vinceva da solo. Questa Juve ha solo Dybala quale giocatore in grado di sbloccare match con un tiro, Morata e Kean non hanno colpi “ad effetto”. Kaio Jorge potrà anche essere un fenomeno ma lo deve ancora dimostrare.

La difesa dei bianconeri è sicuramene affidabile ma Szczesny è la “saracinesca” che serve per vincere? Bonucci e Chiellini reggeranno le tante battaglie ravvicinate?

Tra le cinque analizzate si inserisce l’outsider Lazio che è il “laboratorio” di Sarri, l’ambiente ideale per il tecnico toscano il quale potrà lavorare senza pressioni eccessive. La rosa dei biancocelesti non è pari a quella delle big ma l’undici titolare è decisamente interessante. Acerbi e Lazzari in difesa, Luis Alberto e Milinkovic a centrocampo ed Immobile in avanti sono giocatori che pochi possono vantare, purtroppo non è squadra con ricambi e ciò inciderà parecchio. Muriqi non è un bomber, Vavro e Luiz Felipe hanno troppi acciacchi, Escalante e Cataldi non sono uomini da scudetto.

Impossibile lo scudetto a Fiorentina o Atalanta. I giocatori importanti ci sono ma quando sei costretto a cedere Romero, o non riesci ad acquistare il sostituto di Vlahovic, vuol dire che non hai quella capacità finanziaria necessaria per sostenere un anno al vertice e, prima o poi, il conto ti viene presentato.

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