Pagellone Serie A 2020/2021: promossi, rimandati e bocciati

Pagellone Serie A 2020/2021: promossi, rimandati e bocciati. Scudetto Inter, in Champions con Atalanta, Milan e Juve. Questi i verdetti principali del campionato appena concluso che ha visto le retrocessioni di Benevento, Parma e Crotone nonchè la qualificazione in Europa League di Napoli e Lazio.

Ronaldo re dei bomber, il Crotone stabilisce il nuovo record di gol subìti in Serie A con ben 92 marcature al passivo. L’Atalanta chiude col miglior attacco, i campioni d’Italia dell’Inter con la miglior difesa.

Ecco i promossi, i rimandati ed i bocciati del campionato.

VOTO 10: CONTE. Si è dedicato lo scudetto e, in questo caso, ci sentiamo di concordare col tecnico salentino perchè l’Inter era sì fra le più attrezzate del torneo ma non nettamente superiore a Juve e Napoli per esempio. E’ riuscito a creare una squadra quasi insuperabile in difesa non rinunciando alla fase offensiva e recuperando giocatori “dimenticati” come Eriksen e Perisic. Il tricolore è al 60% merito suo.

VOTO 9: RONALDO. 35 anni, capocannoniere in Serie A con 29 gol. Definirlo fenomeno è ormai riduttivo, è uno dei più grandi attaccanti del calcio moderno.

VOTO 8: GASP-PIOLI-DE ZERBI-ITALIANO. Il calcio nostrano fatto di attenzione alla fase difensiva senza disdegnare il bel gioco. A loro modo, e col materiale a disposizione, hanno fatto un autentico miracolo. Santoni della panchina.

VOTO 7: “LULA”. Difficilmente senza il tandem Lukaku-Lautaro l’Inter avrebbe vinto lo scudetto. Raro esempio di coppia di attaccanti compatibile e complementare, giocatori di intelligenza superiore.

VOTO 6: PIRLO. Alla fine la “sfanga” il buon Andrea. Porta a casa Supercoppa e Coppa Italia e si qualifica per la prossima Champions League. La rosa avrebbe consentito qualcosa in più in campionato ma la dirigenza non può essere insoddisfatta.

VOTO 5: CAGLIARI e TORINO. La salvezza è arrivata comunque ma troppa la fatica per raggiungerla. Le rose a disposizione erano più che valide e i patemi di fine anno andavano evitati. Stagione da rivedere.

VOTO 4: GATTUSO. Dispiace ma il voto estremamente negativo ci sta tutto. Il tecnico calabrese chiude quinto, con una rosa ottima, avendo buttato al vento almeno cinque partite più che abbordabili. Manca quel quid in più per fare il salto di qualità, al momento Gattuso è tecnico da Europa League.

VOTO 3: BENEVENTO e PARMA. Retrocedono mestamente dopo un campionato di sofferenza e con picchi negativi su cui riflettere. L’augurio è quello di una immediata risalita in A ma il campionato cadetto è ricco di insidie. Delusioni.

VOTO 2: OSIMHEN. Il voto pessimo è più una valutazione complessiva che la pagella tecnica del giocatore. Per troppo tempo indisponibile, ha fatto mancare il suo apporto importante alla squadra che si è dovuta arrangiare con ciò che passava il convento. Pagato 80 milioni, avrebbe dovuto trascinare la squadra alla qualificazione in Champions e invece si attesta sui 10 gol come un discreto bomber di provincia.

VOTO 1: DI FRANCESCO. Il Cagliari è rinato col suo esonero. Brutto sottolinearlo ma è la realtà dei fatti.

VOTO 0: VAR. Il Var avrebbe dovuto eliminare almeno le ingiustizie macroscopiche e, invece, ha avuto la funzione di avallarle dal punto di vista tecnico. Nell’era della moviola in campo non si possono concedere rigori più che discutibili, vedi Cuadrado in Juve-Inter ma anche più di qualcuno fra quelli accordati al Milan; non è possibile neppure non decretare espulsioni sacrosante, vedi Ronaldo a Cagliari, o annullare gol buonissimi, vedi Osimhen col Cagliari. Se il Var è questo, meglio eliminarlo. Almeno l’errore non è accompagnato da una “certificazione”.

 

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