Recuperi Serie A: si va verso questo nuovo calendario

Il caos creato dal coronavirus ha rischiato di mandare in tilt il campionato di Serie A già pressato in un calendario striminzito per via degli innumerevoli impegni di molte squadre. Ad oggi, al termine di sedute in Lega e discussioni infinite, l’ipotesi che si starebbe facendo più strada è quella che prevede il recupero delle gare non disputate la settimana scorsa nel prossimo weekend fino a lunedì 9 marzo con il sostanziale slittamento di una settimana per il torneo che terminerebbe “infrasettimanalmente” di giovedì il 14 maggio invece che il 10 maggio di domenica.

Il programma sarebbe il seguente: sabato 7 marzo alle 20:45 si recupera Samp-Verona; domenica 8 marzo alle 20:45 si recupera Udinese-Fiorentina mentre lunedì 9 marzo alle 18:30 Milan-Genoa, Parma-Spal e Sassuolo-Brescia, alle 20:45 Juve-Inter.

Il 13 marzo, venerdì, alle 18:45 Verona-Napoli e alle 20:45 Bologna-Juve. Sabato 14 marzo alle 15 Spal-Cagliari, alle 18 Genoa-Parma e alle 20:45 Torino-Udinese.

Domenica 15 marzo alle 12:30 Lecce-Milan, alle 15 Fiorentina-Brescia e Atalanta-Lazio, alle 18 Inter-Sassuolo e alle 20:45 Roma-Samp.

Il campionato deve assolutamente esser completato e concluso con le partecipanti che disputano il medesimo numero di gare e con tutte le pretendenti al titolo ma è indubbio che i tempi e i modi non possono far ritenere pienamente “regolare” il torneo. Ad oggi ci sono squadre che hanno disputato ben due gare in meno rispetto ad altre e saranno costrette a un tour de force nel momento clou della stagione per i recuperi, una situazione che potrebbe pesare ed alterare molti equilibri.

I continui cambi di decisione nelle sedi istituzionali, poi, fanno trasparire una totale confusione nella gestione della emergenza. Se il giovedì si decide per far disputare alcune gare a porte chiuse e poi il sabato in tarda mattinata si opta per il rinvio delle stesse, è naturale ritenere che non siano state fatte tutte le valutazioni necessarie.

Le pressioni dei club per far aprire gli stadi ai tifosi sono legittime in quanto imprese a scopo di lucro che mirano al guadagno ma la regolarità del torneo sportivo è il “bene supremo” da tutelare ad ogni costo e la Lega dovrebbe essere il garante di questa imprescindibile regolarità. Se c’è emergenza assoluta che impedisce l’evento in sè allora è giusto il rinvio, se invece non c’è emergenza assoluta ma solo l’opportunità di evitare che determinati eventi non si svolgano con pubblico allora, con buona pace delle casse societarie, le gare vanno giocate a porte chiuse per rispettare l’andamento di una competizione che si basa anche sulle tempistiche in quanto alcuni atleti possono trarre benefici da riposi prolungati ma anche ricavarne svantaggi determinanti.

 

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