Il Pagellone del lunedì: da 10 a 0 in 120”

Il Pagellone del lunedì: da 10 a 0 in 120”. Campionato finito, “cannibalizzato” ancora una volta dalla Juventus con le rivali che possono solo ammirare la continuità e la voglia di vincere di un gruppo, quello bianconero, abituato a non mollare mai.

In zona Champions si gioca a “ciapanò”: Roma, Milan e Lazio stanno collezionando brutte figure e l’Atalanta spera nel colpaccio.

Preziosissima vittoria del Bologna sul Chievo e dell’Udinese sull’Empoli, il Cagliari si tira definitivamente fuori dalla bagarre.

Il Pagellone

10: DE ROSSI. Giocatore infinito, capitano irriducibile. Il gol segnato a Marassi è una dichiarazione d’amore per la Roma, un attestato della sua immensa classe. Campione del mondo non per caso.

9: KEAN. La regolarità con cui va a segno è degna dei più grandi bomber con la differenza che il “piccolo” Moise non ha neppure 20 anni. Se non si monta troppo la testa sarà lui il simbolo di Juve e Nazionale per i prossimi 15 anni. New italians do it better.

8: MIHAJLOVIC. Quando il Bologna ha ingaggiato il serbo la quota salvezza dei felsinei si è “magicamente” abbassata. Ora l’Empoli è sotto e il calendario è dalla parte dei rossoblu. Rambo della panchina.

7: TUDOR. Autentica sorpresa di fine stagione. Prende in mano una Udinese spesso molle e poco concreta e ne fa una squadra tosta che macina punti. Igor il Magnifico.

6: LAZOVIC. Gollazzo da campione al San Paolo quando il Genoa era in 10 e le speranze di pareggio minime. Centrocampista di qualità superiore. Avrebbe meritato una chance in qualche big.

5: NAPOLI. Va bene che l’obiettivo ormai è l’Europa League e l’immediata sfida all’Arsenal ma mollare così il campionato non è da grandi squadre, non è da Ancelotti. Delusione di primavera.

4: PIOLI. Spesso va così col buon Stefano: inizio scoppiettante, poi finale “horror”. La Fiorentina è una squadra spenta, senza mordente e, purtroppo, senza guida in panchina. Potenziale grande allenatore, al momento “parecchio” potenziale.

3: MUSACCHIO e CALABRIA. Organizzatori ed artefici della “sagra della vaccata” all’Allianz Stadium. Il primo provoca un rigore evitabilissimo, il secondo si “inventa” un passaggio suicida che determina il gol di Kean e la sconfitta per il Milan. Devastanti.

2: NAINGGOLAN. Prosegue la stagione totalmente insufficiente del belga che stecca anche con l’Atalanta e fa rimpiangere sempre più l’ormai ex interista Zaniolo. Che sia arrivato per lui il momento di campionato statunitense, russo o cinese?

1: MANDZUKIC. Nervoso, poco lucido, gol manco a parlarne. “Marione” non ha brillato neppure sabato e ha rischiato più volte il cartellino rosso battibeccando con tutti e scalciando Romagnoli. Urge riposo rigenerante.

0: ARBITRO FABBRI. Incomprensibile la sua decisione di non accordare il penalty al Milan pur avendo rivisto la dinamica del fallo al monitor dopo il richiamo della Var Room. Alex Sandro difende in modo scomposto producendosi in una scivolata rischiosa e impattando il pallone col braccio in modo netto e chiaro. Resterà uno dei misteri dell’annata 2018-19.

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