Il Pagellone del lunedì: da 10 a 0 in 120”

Il Pagellone del lunedì: da 10 a 0 in 120”. Già a marzo il campionato è (stra)chiuso, Juve regina d’Italia e Napoli che chiude ancora secondo e con tanta amarezza per non esser riuscito a strappare nemmeno un punto ai bianconeri sia a Torino che al San Paolo.

Juve più forte, nettamente, di tutti. Il Milan continua la sua cavalcata Champions, la Roma si conferma eterna incompiuta e perde malamente il derby contro una Lazio rinata.

Torino e Atalanta due splendide realtà di provincia che sognano l’Europa, il glorioso Bologna perde a Udine e fa un passo forse decisivo verso la B.

Chievo e Frosinone avrebbero bisogno di un miracolo per rimanere nella massima Serie.

Il PAGELLONE

10: ALLEGRI + INZAGHI S. La copertina della 26ma giornata non può che ritrarre i tecnici di Juve e Lazio, mattatori delle sfide più importanti di questo finale di stagione. La loro guida tecnica è stata decisiva per battere Napoli e Roma in un momento delicato e con vento non proprio a favore. Sabato e domenica da re.

9: QUAGLIARELLA. Capocannoniere della Serie A a 36 anni e a braccetto con uno dei giocatori più forti di tutti i tempi. “Nonnetto” top class.

8: MARAN. Imbriglia l’Inter con sagacia tattica puntando sui giovani come Pellegrini e Barella. Il risultato lo premia ma il Cagliari è piaciuto al di là del 2-1 finale. Sciamano sardo.

7: TORINO. Ennesimo “clean sheet” per i Granata che battono anche il Chievo e si avvicinano all’Europa League. Più che una squadra, una fabbrica di ottimi “gregari” del pallone con una guida super. La classe operaia va in Paradiso.

6: NICOLA. Si aggiudica la delicatissima, e decisiva, sfida col Bologna e così la sua Udinese guarda alle prossime gare con tranquillità. Ha migliorato la squadra e ha ridato consapevolezza. Medicina friulana.

5: SIMEONE. Troppo discontinuo, troppe gare senza esser determinante. Pioli non può contare solo su Muriel e Chiesa per portare i Viola in alto. Campione a metà.

4: PRANDELLI. In casa contro un Frosinone in 10 per più di un tempo non va oltre lo 0-0. Occasione sprecata per rilanciare il Grifone o fotografia della carriera di un tecnico bravissimo ma senza quel “quid” in più?

3: INTER. Il crollo di Cagliari è grave ed inaspettato. Il caso Icardi forse comincia a pesare, intanto il Milan è sopra in classifica e la Roma, nonostante il ko nel derby, è a soli 3 punti. Psicodramma nerazzurro?

2: DI FRANCESCO. Perde malamente una delle partite più importanti e sentite dell’anno commettendo sempre gli stessi errori. E’ un tecnico “da coppa” e non da campionato. Di Franchampions.

1: INSIGNE. Si incarica di calciare il rigore che sarebbe valso il 2-2 con la Juve ma le gambe hanno tremato troppo e la testa non è stata lucida. Tecnicamente non si discute ma queste defaillances distinguono il campione dal buon giocatore.

0: RIGORI PER FALLO DI MANO. Quest’anno si sta assistendo ad una quantità di rigori assegnati per falli di mano abnorme. Alcuni concessi giustamente, molti altri puniti con eccessivo zelo. Il rigore è una “cosa seria”, da ricordare sempre.

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