Sigaretta elettronica ultime notizie: tassa altissima, da quando si paga

Sigaretta elettronica ultime notizie: tassa altissima, da quando si paga. Il decreto ministeriale nr. 76 diverrà molto presto oggetto di furiose proteste da parte dei produttori delle sigarette elettroniche che vedranno il bene ipertassato a partire dal 1 gennaio 2014. .

Tale maggiorazione della tassazione, come ben si può capire, non farebbe altro che aumentare il costo finale delle e-cig con buona pace dei “fumatori elettronici” che dall’anno prossimo vedranno certamesigaretta-elettronica-ultime-notizie-tassa-quandonte crescere il costo anche se i produttori sono sul piede di guerra anche per via del fatto che numerosissimi punti vendita saranno costretti a chiudere sia per mancanza di clientela e sia per quanto contenuto nel decreto.

Il problema è relativo alla concessione per la vendita delle e-cig anche perché il testo del decreto ministeriale sembrerebbe consentire la vendita solo ai tabaccai. Nello specifico, dal decreto numero 76 si evince che la commercializzazione delle e-cig e i loro ricambi sarà «assoggettata alla preventiva autorizzazione da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli nei confronti di soggetti che siano in possesso dei medesimi requisiti stabiliti, per la gestione dei depositi fiscali di tabacchi lavorati, dall’articolo 3 del decreto ministeriale 22 febbraio 1999 n. 67».

Ma perché questa catalogazione delle sigarette elettroniche che vengono di fatti equiparate alle sigarette tradizionali? Il motivo sta nella necessità del governo di reperire danaro fresco e immediato. Alcuni dicono per scongiurare l’aumento dell’Iva previsto per ottobre, per altri invece il nodo della questione sarebbe evitare i tagli al personale della polizia penitenziaria a seguito dell’emendamento “svuota carceri” che per forza di cose vedrà ridursi il personale carcerario.

Il governo è tra due fuochi: da un lato è necessario incentivare un prodotto che potrebbe rivoluzionare lo stile di vita di molti cittadini sottraendoli alle sigarette tradizionali che sono nocive, dall’altro è un’occasione troppo grossa per fare cassa in modo semplice e immediato.

La tassazione delle sigarette elettroniche passerebbe così dal 21% al 58,5% determinando un boom nel prezzo del prodotto tale da far allontanare molti appassionati e cultori del fumo elettronico.

Secondo Massimiliano Mancini, presidente dell’ANAFE (Associazione nazionale Fumo Elettronico) il risvolto del dibattito parlamentare sulla tassazione dei kit di sigarette elettroniche sta assumendo toni “tragicomici”. Lo stesso presidente continua affermando: “I membri del Parlamento e il Governo devono capire che non siamo una mucca da mungere: non possiamo finanziare qualsiasi necessità’ economica e finanziaria del Paese. Lo Stato, se si continua su questa strada, invece degli introiti che si aspetta, otterrà  un solo triste risultato: maggiori spese per far fronte alla chiusura di migliaia di aziende e alla disperazione di altrettanti lavoratori”.

Readers Comments (1)

  1. Non sono affatto d’accordo nel portare la tassa al 58,5% sulle e-cig e relativi accessori e/o liquidi, il governo DEVE ridurre gli esagerati e lauti stipendi parlamentari, recuperare le enormi spese che la sanità è costretta a sborsare da anni a questa parte, a causa delle malattie provocate dalle bionde, che lo stesso governo ha perpetrato, sponsorizzato e sfruttato per mezzo del monopolio di stato da anni e anni pur sapendo che provocavano gravi malattie.
    Non s’o!!!! E’ pura follia la mia??? Forse.
    Ma i dati e le informazioni sono alla portata di tutti.
    MID

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