Germania-Italia 1-1, bella prova degli azzurri

Una bellissima Italia esce indenne dallo stadio di Dortmund, dove nel 2006 vinse la semifinale proprio con la Germania, e il pareggio maturato quasi allo scadere sta anche stretto agli azzurri.

Prandelli, al suo primo confronto con una “grande”, schiera Thiago Motta (opaca la prova dell’italo-brasiliano) a centrocampo con De Rossi e Montolivo allestendo una squadra quadrata senza rinunciare però alla fantasia di Cassano ed alla fisicità di Pazzini nonchè alle incursioni di Mauri posizionato come trequartista.

L’Italia gioca da subito molto bene, tiene il campo alla perfezione e domina fino alla disattenzione che costa il gol dei tedeschi, in rete con Klose, alla loro prima incursione.

Gli azzurri non si scompongono, continuano a macinare gioco e le occasioni non tardano ad arrivare, una su tutte un tiro al volo di De Rossi su cross dalla sinistra di Chiellini schierato anche in Nazionale sull’out mancino della difesa.

La Germania va a fiammate, Oezil è l’alfiere ma la squadra appare troppo inesperta e poco smaliziata composta d’altronde da giovani e giovanissimi.

Il gol azzurro arriva solo nel finale con Giuseppe Rossi bravo a sfruttare un assist dalle retrovie e a battere Neuer con un doppio tentativo.

L’Italia reclama anche un paio di rigori di cui almeno uno abbastanza netto: Cassani riceve palla sulla destra, prova la botta a rete ma si oppone Aogo con un braccio. L’arbitro non concede il penalty.

La serata di Dortmund ha detto comunque tante cose. Innanzitutto ha evidenziato che l’agognato ricambio generazionale è in atto e il futuro appare più che roseo se si pensa a gente come Ranocchia, Giovinco e Rossi. E poi che l’etichetta di difensivisti che ci portiamo dietro da decenni sta cominciando a staccarsi dalle maglie azzurre.

Il gioco espresso in terra tedesca e la spavalderia con cui la Nazionale “prandelliana” ha messo sotto gli avversari è degna di una grandissima squadra quale è l’Italia e non a caso sul finire del match si sentiva solo il coro dei sostenitori italiani che squarciava il silenzio amaro del “catino” di Dortmund.

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