Juve: ricapitalizzazione e facce nuove

La Juve pensa a darsi nuova linfa. E la linfa di una società non può che essere una consistente ricapitalizzazione.

A questo sta pensando la famiglia Agnelli anche alla luce dei deludenti risultati calcistici che hanno smascherato la squadra.

Per vincere bisogna spendere tanto e spendere bene ma per farlo c’è bisogno di gente che abbia esperienza e che mastichi calcio.

Per quanto riguarda l’irrobustimento, la Juve, che ha chiuso questo esercizio con un passivo di 50 milioni di euro, sta pensando di aumentare il capitale fino a 150 milioni e, con i ricavi del nuovo stadio che dovrebbe generare sui 40 milioni di euro all’anno fra tre anni, potrebbe consentire ai bianconeri di muoversi sul mercato estivo con maggiore scioltezza.

Anche l’estate scorsa la disponibilità economica della Juve era più che sufficiente ma ci si sta accorgendo che probabilmente è volato qualche milione di troppo senza fare i nomi di Martinez e Pepe, pagati oltre 10 milioni di euro e raramente decisivi o almeno titolari.

E allora spazio anche ad una suggestiva ipotesi: Lippi dirigente e Luciano Spalletti in panchina per un nuovo corso juventino possibilmente vincente.

Lippi, da sempre legato al club di Torino, accetterebbe di buon grado un ruolo da dirigente-supervisore mentre Spalletti, legato allo Zenit di San Pietroburgo, vedrebbe di buon occhio un ritorno in Italia essendo disposto anche ad abbassarsi l’attuale ingaggio che viaggia sui 5 milioni di euro annui.

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