Platini inaugura il “fair play” finanziario

Nuove regole finanziarie e nuova vita per il calcio europeo, il tutto voluto (giustamente) ed imposto, sin da quest’anno, dal Presidente della UEFA Platini.platini fair play finanziario

I numeri della crisi vengono snocciolati dalo stesso Platini che spiega come la UEFA nel 2009 abbia avuto ricavi per 11,7 miliardi di euro e costi per 12,9 con un deficit di ben 1,2 miliardi di euro. A dare le dimensioni della “catastrofe” il confronto con il bilancio del 2008 in cui le perdite ammontavano a “soli” 578 milioni di euro.

Ecco allora la necessità del FFP (Financial Fair Play), ovvero delle regole che impediscano che un club fortemente indebitato possa iscriversi ai campionati nazionali ed alle coppe e magari vincerli pure, come capitato già.

“Dov’è la moralità se chi vince quasi sempre è sopra le regole e le leggi?” – si chiede a ragione “Le Roi” – che continua: “Noi adesso mettiamo le regole e indietro non torniamo di sicuro”.

L’origine del problema secondo la UEFA è il monte stipendi delle società, troppo alto, che porta i club ad indebitarsi e in alcuni casi a truccare i bilanci per rimanere a galla.

Platini è irremovibile: “Chi guadagna oggi 15 milioni di euro ne prenderà 2-3. Sempre venti volte più di Pelè…”, giusta considerazione ma non tenendo conto del cambiamento del mondo del pallone sempre più business e sfruttamento dei diritti d’immagine che spesso contribuiscono in maniera consistente al pagamento dello stipendio del calciatore.

Due parole anche sul Pallone d’Oro che l’ex campione della Juventus avrebbe dato a Xavi, e sul Mondiale del 2022 in Qatar che Blatter vorrebbe fare giocare in gennaio: “Per il Pallone d’Oro io avevo votato Xavi, Iniesta e Snejider” – “Possiamo fare il Mondiale in Qatar nel 2022 a gennaio, bloccando così i campionati europei per due mesi, oppure ripensare tutto il calendario. D’altronde 40 Federazioni d’Europa su 53 in inverno non giocano. Ma non sarà per niente semplice convincere le altre”.

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